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 Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali e Socio-Sanitari
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La classe 1B sociale dell’istituto Luigi Einaudi, con l’aiuto degli insegnanti e dell’amministrazione comunale di Pistoia ha elaborato una guida dei servizi socio-educativi (sugli Asili nido e Spazi gioco di Pistoia) al fine di soddisfare i bisogni dell’infanzia e per poter orientare in modo adeguato le scelte dell’utente, è stata elaborata in modo semplice, elencando le strutture, le presentazioni socio-educative, le iniziative e le proposte dei vari servizi.

 

La classe per questo progetto scolastico “Percorrendo la città cerco ciò che trovo......asili nido, spazi gioco” ha impiegato un continuo confronto, con varie discussioni superando gli ostacoli, dimostrando maturità nello svolgere i propri compiti, aiutandosi reciprocamente. Questa guida dei servizi socio-educativi diventa uno strumento utile per far conoscere alla comunità i servizi e le opportunità presenti nel Comune di Pistoia. La classe 1B sociale ha preso consapevolezza che investire nei servizi educativi rappresenta un motore di sviluppo economico, una promessa di sviluppo nel futuro e uno strumento efficace per l’uso corretto delle risorse: chi cresce nelle proprie capacità sarà una persona autonoma e non avrà bisogno di assistenza, quindi sarà una risorsa preziosa. La classe ha realizzato una mappatura dei vari servizi socio educativi sul territorio e uno schedario con una presentazione dettagliata, per ogni servizio da rendere fruibile attraverso il sito web dell’istituto.

 

Gli studenti per questo progetto sono stati divisi in gruppi formati, da coppie di due, ad ogni gruppo è stato fornito il materiale necessario per realizzare il compito assegnato. I nidi d’infanzia sono spazi attrezzati e pensati per bambini/e da 3 mesi a 3 anni, sono luoghi accoglienti, ricchi di relazioni, in cui si incoraggia la crescita sociale e cognitiva dei bambini. Vengono offerte quindi, opportunità ed esperienze che promuovono il benessere, sollecitano l'immaginazione, favoriscono la conoscenza e la condivisione con l’altro. Per le famiglie i nidi e gli spazi gioco sono luoghi dove potersi confrontare, con gli altri genitori che offrono opportunità nuove rispetto al proprio vissuto.

 

Da alcuni anni il dibattito sugli effetti del nido è stato definitivamente superato, quindi le famiglie di tutti i gruppi sociali manifestano, sia la fiducia, sia delle preferenze ben ponderate per un servizio che ha saputo guadagnarsi sul campo, attraverso numerose diffidenze, un’immagine forte di professionalità e sensibilità profonda, nei confronti dei genitori che si cimentano nel condividere la responsabilità educativa, nei confronti delle esigenze affettive, sociali, creative, esplorative, ludiche e di apprendimento dei bambini. Attualmente siamo nella fase in cui il nido riflette su se stesso, sulla ricerca e sulla cultura dell’infanzia che ha saputo produrre e sulle condizioni che possono garantirne la qualità. Fin dal 1992 la Rete Europea per l’Infanzia ha definito la qualità del nido in modo nuovo e complesso. Aspetti quali l’accessibilità, la soddisfazione delle famiglie, le caratteristiche dell’ambiente fisico, i materiali, gli arredi, la vita sana che il nido può offrire, sono posti sullo stesso piano e strettamente interrelati con l’organizzazione del personale, la sua formazione, con il clima relazionale, con gli obiettivi e le attività educative, con il benessere o la felicità (come recita il documento europeo), così come è giusto che sia per un luogo in cui i bambini, trascorrono molto tempo in un’età delicata e importantissima per gli affetti, per le esperienze sociali, per lo sviluppo futuro. Ancora una volta il nido è avanti: già con la legge 1044 del 1971, fu il primo servizio educativo a prevedere una partecipazione organizzata della famiglia, successivamente fu il primo servizio a ragionare e a impegnarsi nell’accoglienza, pensiamo alla ricerca e al dibattito sui modelli di inserimento/ambientamento. Oggi molte Regioni hanno realizzato percorsi di ricerca e formazione che coinvolgono i nidi e mirano a definire la qualità del servizio in modo dinamico e critico, impegnando nella definizione dei criteri e nella valutazione chi nel nido lavora. La classe ha preso consapevolezza che la progettazione pedagogica rappresenta un metodo di lavoro che rende intenzionale e quindi consapevole l’attività educativa; per questo motivo è necessario che venga esplicitato il quadro dei riferimenti teorici, le linee operative delle educatrici, le “buone pratiche” da cui derivano il benessere e la crescita psicofisica dei bambini che frequentano il nido d’infanzia o lo spazio gioco.

 

Per rendere effettive tali intenzioni, il bambino ha diritto:

1. al gioco: “noi bambini abbiamo il diritto di giocare perché il gioco ci permette di conoscere ed imparare. Nel Nido troviamo materiali, giochi e spazi che ci permettono di fare nuove conoscenze e di condividerle con i nostri coetanei e con gli altri”.

2. a sperimentare e a “fare da sé”: “noi bambini abbiamo il diritto di esplorare e di fare nuove esperienze. Al Nido abbiamo la possibilità di giocare con materiali naturali quali la terra, l’erba, le foglie, i sassolini, la frutta, la farina, le pigne, i rametti, l’acqua... e scoprire così quante esperienze possiamo fare con i materiali che ci offre la natura. Al Nido abbiamo tante occasioni per “fare da soli”: durante il pranzo possiamo provare a mangiare senza la paura di sporcarci, prima di dormire possiamo svestirci da soli... per diventare sempre più abili e crescere in autonomia”.

3. ad ascoltare e ad essere ascoltati: “al Nido instauriamo relazioni importanti con adulti e bambini, attraverso le quali non solo impariamo ad ascoltare l’altro ma anche ad essere ascoltati. Nell'arco della giornata al Nido si creano continuamente delle situazioni in cui lo spettatore-ascoltatore può prendere la parola, intervenire, dialogare come nei momenti di routine, durante la lettura di una storia, in un gioco con l’adulto o con il coetaneo”.

 

I diritti dei bambini sono oggi tutelati dalla nostra costituzione italiana e da leggi sia nazionali, sia regionali.

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