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Il valore dell’azione educativa trova la sua espressione più autentica quando a testimoniarlo sono proprio i nostri studenti. È quanto accaduto al termine di questo anno scolastico, quando un alunno della classe 5ª Servizi Commerciali, appena diplomato, ha deciso di scrivere un messaggio di ringraziamento a uno dei suoi docenti.
Non si tratta soltanto di un gesto di stima personale, ma di una testimonianza che richiama il significato più profondo dell’essere insegnanti. Dietro ogni lezione ci sono infatti studio, preparazione, aggiornamento continuo, competenza professionale e una costante attenzione ai bisogni degli studenti. Insegnare significa trasmettere conoscenze, ma anche educare al rispetto, al senso di responsabilità, al pensiero critico e alla capacità di andare oltre il dato, oltre il pregiudizio, oltre la serie di disvalori con i quali veniamo costantemente bombardati. Ogni giorno il docente è chiamato a svolgere un compito complesso: accompagnare i propri alunni nella loro crescita culturale e personale, valorizzandone le potenzialità, sostenendoli nelle difficoltà e incoraggiandoli a credere nelle proprie capacità. È un lavoro che richiede competenza disciplinare, capacità didattica, equilibrio, disponibilità all’ascolto, sensibilità ed empatia. Qualità che spesso vengono vissute con naturalezza e discrezione, ma che lasciano un’impronta profonda nella formazione di ogni studente.
Le parole che seguono rappresentano il riconoscimento spontaneo di tutto questo. Sono la dimostrazione verace che la professionalità di un docente non si misura soltanto dai risultati scolastici, ma anche dalla capacità di costruire relazioni educative autentiche, di motivare, di trasmettere fiducia e di diventare un punto di riferimento durante un percorso importante come quello delle scuole superiori. Ecco le sue parole:
«Buona sera Prof, ora che questo percorso di cinque anni è finito, ci tenevo davvero a dedicarle qualche parola. In questi anni non è stato semplicemente un professore. Oltre alle lezioni, è riuscito a trasmetterci valori, rispetto, senso di responsabilità e un modo di affrontare le difficoltà che, secondo me, vale molto più di qualsiasi argomento studiato in classe. Sono insegnamenti che mi porterò dietro anche adesso che la scuola è finita.
Spesso si pensa che un insegnante abbia il compito solo di spiegare una materia, ma lei è riuscito a fare molto di più. Ha sempre cercato di farci ragionare, di spronarci a dare il meglio e di farci capire che, prima ancora di essere studenti, siamo persone. È una cosa che magari durante gli anni non si dice abbastanza, ma arrivati alla fine ci si rende conto di quanto conti davvero.
La ringrazio per la pazienza, per la passione che mette nel suo lavoro e per il tempo che dedica ai suoi studenti. Si vede che insegna perché ci crede davvero, e questa è una qualità che non tutti hanno. Sono convinto che abbia lasciato qualcosa di importante a tanti ragazzi, me compreso.
Spero che continui sempre con lo stesso entusiasmo anche con le future classi, perché avranno la fortuna di incontrare un professore che non si limita a fare il proprio lavoro, ma riesce davvero a lasciare un segno nelle persone.
Grazie di cuore per tutto quello che ha fatto in questi cinque anni. Le auguro il meglio, sia come professore che come persona. È stato davvero un privilegio averla come insegnante e sono sicuro che, tra qualche anno, uno dei ricordi più belli che porterò con me delle superiori sarà anche quello delle sue lezioni e di tutto ciò che mi hanno lasciato.
Ora che è finita posso dirglielo: lei è stato il mio preferito!»
Questo messaggio è motivo di orgoglio non soltanto per il docente a cui è rivolto, ma per l’intera comunità scolastica. Esso ricorda come la qualità di una scuola non si misuri esclusivamente attraverso i risultati raggiunti, ma anche dalla capacità dei suoi insegnanti di coniugare preparazione, competenza e rigore con umanità, ascolto ed empatia. È proprio nell’equilibrio tra professionalità e attenzione alla persona che si realizza la missione educativa della scuola: formare cittadini consapevoli, preparati e responsabili, senza mai perdere di vista il valore delle relazioni.
Quando, a distanza di anni, uno studente ricorderà i contenuti di una lezione, sarà certamente importante; ma ancora più significativo sarà il ricordo di un insegnante che ha saputo credere in lui, incoraggiarlo e accompagnarlo nella crescita. È questa l’eredità più preziosa che la scuola può lasciare, ed è il senso più autentico del lavoro quotidiano di tanti docenti che, con dedizione e passione, continuano a fare dell’educazione una vera scelta di vita. E tali docenti, di certo, non mancano presso l’Istituto Luigi Einaudi.
Prof. Matteo Mazzone
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