Il contenuto della circolare numero è riservato.
Dopo mesi e mesi di studio, di lezioni e di tirocini è finalmente successo: il conseguimento della qualifica regionale di Operatore Socio-Sanitario, per il settimo anno consecutivo, è realtà. Un gruppo di studenti neodiplomati dell’Istituto Einaudi, che aveva aderito alla “curvatura OSS” all’inizio della classe terza, ha sostenuto l’esame per il conseguimento della specifica Qualifica regionale. Questo ha consentito loro di raggiungere un traguardo importante e meritato, che segna il loro ingresso ufficiale nel meraviglioso mondo dell’assistenza alla persona.
Il percorso per diventare OSS non è stato una ‘passeggiata nel parco ’, anzi, è stato piuttosto un percorso simile ad una maratona con ostacoli: lezioni curricolari, lezioni pomeridiane, test, settings ospedalieri ecc.
Tra lezioni teoriche, pratiche, assistenziali e tirocini sul campo, ogni candidato ha imparato che l’OSS non è solo una professione, ma una vera e propria arte dell’equilibrio: tra competenza tecnica, empatia, pazienza infinita e la capacità di sorridere anche alle ‘sette del mattino ’.
E così, gli studenti si sono presentati alla sede Uniser, quella nuova, carichi di emozione e di paura.
Nonostante questo, con competenza e professionalità, sono stati in grado di risolvere tutti i casi che sono stati proposti loro simulando una reale degenza ospedaliera di un paziente.
Il paziente, ancora una volta, è stato interpretato dall’immancabile “GINO”, ovvero il manichino utilizzato per l’addestramento alla gestione dell’attività sociosanitaria. Il suo ruolo è stato fondamentale: ha saputo immedesimarsi nelle patologie più disparate affinché gli studenti potessero dimostrare, nella loro soluzione, tutte le competenze acquisite nel percorso formativo.
Diventa necessario sottolineare che il conseguimento della qualifica regionale rappresenta non solo il riconoscimento ufficiale delle competenze acquisite, ma anche una “patente morale” per affrontare il lavoro con responsabilità, umanità e professionalità. L’OSS sa misurare i parametri vitali, è vero, ma sa anche riconoscere quando serve una parola gentile, quando è richiesto il suo intervento anche per tendere una mano o semplicemente ascoltare.
E adesso? Adesso si apre un nuovo capitolo fatto di opportunità lavorative, di nuovi colleghi con i quali creare nuove relazioni e, perché no, anche di crediti acquisiti utili per eventuali altri percorsi formativi accademici, primo fra tutti il test di ammissione alle professioni sanitarie.
In conclusione, la qualifica regionale OSS non è solo un attestato da incorniciare (anche se un post celebrativo è obbligatorio): è il simbolo di un impegno concreto verso gli altri. E, se lungo il percorso qualcuno degli studenti avesse pensato almeno una volta “chi me l’ha fatto fare?”, oggi può rispondere con orgoglio: ne è valsa assolutamente la pena.
Complimenti ragazzi, l’Istituto Einaudi è fiero di voi. Coraggio, adesso … si parte!
L’occasione ci è gradita per ringraziare la Dott.ssa Baldi Lucia, referente ASL percorso OSS che, unitamente agli alti docenti aziendali, ha impersonato il ruolo di ‘ faro ‘ per tutto il gruppo degli studenti coinvolti.
Prof.ssa Daniela Galardi (referente OSS scolastico)


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